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Il baseball non è solo battute, corse, lanci e guantoni. Ti appassiona in modo assoluto sugli spalti, a chi resta attaccato con le mani sulla rete a gridare e tifare per i propri beniamini che spesso sono anche i propri figli.

Vari sono i protagonisti in primo piano di questo sport:giocatori, dirigenti, allenatori…ma i genitori dove li mettiamo? Poi le mamme in assoluto sono le guide sicure nelle crescita dei propri campioni. Iniziamo questa chiacchierata con Sonia Fanella, che ringrazio in anticipo per la disponibilità e per il tempo che ci ha dedicato, madre dell’esterno centro del Città di Nettuno Paolino Junior Ambrosino .

Sonia in che ruolo giocheresti? O meglio dove ti sentiresti piu a tuo agio?

“Ovviamente esterno centro” risponde Sonia Fanella.

Quanti inning hai visto fino ad oggi di Paolino?

“Tanti, in totale 17 anni di partite – continua la mamma di Ambrosino – solo quando Paolino giocava fuori non li ho visti tutti”.

Ti ricordi la prima partita? Il primo punto segnato? Il primo fuoricampo?

“Paolino iniziò per gioco. In poco tempo tornò a casa con la coppa di miglior battitore. Ricordo che io lavoravo e mi prendevo un’ora per andare a vederlo.Paolino in battuta e fuoricampo! Si girava, cercava il mio sguardo, mi guardava e poi una mano sul cuore per indicare che era per me.  Paolino a 16 anni aveva fatto già 100 fuoricampo. Al numero 101 indossò una maglietta sotto la divisa con scritto VI HO PURGATO ANCORA (questa ultima frase l’intevistatore la voleva togliere)”

Hai mai pensato in passato a che carriera avrebbe fatto tuo figlio?

“Si lo pensavo e lo penso tutt’oggi. Paolino ha lo sport nel suo DNA”

Nel 2013 Paolino  lascia Nettuno per la Fortitudo Bologna, come hai vissuto quel periodo ? (nda è sempre particolare vedere giocatori di Nettuno con altra maglia)

“Le sue decisione io le ho sempre appoggiate anche se averlo lontano mi rattristava, però saperlo felice era il massimo che una madre può sperare per il proprio figlio. Il Nettuno l’ha comunque sempre portato nel cuore”.

Nell’ottobre 2016 Paolino ha vissuto una esperienza nella Liga Nicaraguense cosa ricordi di quel periodo?

“Quando partì per  la Liga nicaraguense fu un pò difficile, andava in un mondo diverso dal nostro in una realtà diversa. Ti posso assicurare che Paolino è cresciuto molto con quella esperienza in Nicaragua. In casa vivevamo aspettando anche le 4 di mattina per vedere in streaming le partite”.

Cosa provi oggi a vederlo in campo di nuovo a Nettuno e come affronti la partita?

“Sono felicissima che sia tornato a Nettuno e  come sempre provo tanta emozione e ansia in ogni partita”.

Dove vedi Paolino tra 5 anni?

“Paolino andrà dove lo porta il cuore e le sue scelte sono le mie e le condivido sempre. I figli si sostengono sempre se le scelte sono fatte con giusti criteri”.

Quante interviste hai fatto fino ad oggi?

“Questa è la seconda intervista. La prima volta fu allo Steno Borghese, faceva un caldo terribile e c’era un equipe cinese che faceva domande un po a tutti. Per caso si fermò da me è mi domando cosa si prova a vedere una partita di baseball. Io orgogliosamente risposi che ero la mamma di Paolino Ambrosino Junior”.

Un giudizio reale sulla stagione dell’esterno centro Ambrosino, si imparziale però.

“Purtroppo questa del 2018 non è stata una delle migliori per Paolino. Gli infortuni gli sono stati sempre accanto, con grande rammarico da parte sua ed è stato obbligato al fermo per non aumentare il danno .La sua presenza in campo forse poteva ottimizzare le cose, ma comunque siano andate le cose i suoi compagni di squadra sono stati molto molto bravi. Per questo dico a tutti che se quest’anno siete arrivati ai play-off, il prossimo campionato si salirà ancora più in alto. In bocca al lupo a tutti grazie”.

Brava belle parole!!!!

Di nuovo grazie mille ci vediamo sulle gradinte dello Steno Borghese

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